Segreti, forme e comunicazione astratta (Ponsacco-Pisa)

 

Pensieri sul Tema “Segreti, forme e comunicazione astratta”

Quando si parla di un paesaggio si intende un ritaglio del mondo cosi come noi lo viviamo e lo vediamo. Si cerca automaticamente un orizzonte che definisce un sopra e un sotto, si vuole riconoscere cosa c’è a destra e a sinistra. Si vede la natura come se fosse collocata in un palcoscenico dalla quale si mantiene però distanza.

Nella pittura astratta non è così: abbiamo un percorso dal “paesaggio” alla “natura” intesa come un passaggio dall’esterno, dal lontano, dal materiale, all’interno, alla natura dell’uomo, alla sua indole e quindi ad un mondo spirituale pieno di segreti.

Questo sviluppo lo dobbiamo alla pittura astratta, senza di questa non si darebbe sufficiente valore alla natura umana, in quanto la natura non si trova al di fuori di noi, perchè noi siamo la natura.

Una semplice macchia di colore prende forma e può rappresentare un mondo, un universo, ogni segno ogni traccia ogni gesto è un percorso nel tempo, una parte di me.

All’ origine di ogni arte, sia musica, danza o pittura si nasconde in me il desiderio inconscio di un nuovo inizio. Questo significa quando inizio a dipingere voler lasciare una parte di passato, dimenticare, „svuotarmi“ in modo che possa nascere qualcosa di nuovo. Così come agisce la natura che prima crea e poi distrugge così è anche nella mia pittura: inizia come un flusso dove tramite il colore appaiono forme dal nulla, poi le si distruggono, gli strati si sovrappongono, è qui che compaiono forme bizzarre a volte latenti, che si possono scoprire solo se i nostri occhi hanno la pazienza e la curiosità di soffermarvisi. Ognuno ha la possibilità di dare alla realtà un’interpretazione propria, per scoprire una propria realtà. È questo il messaggio che intendo dare nella mia pittura, esploriamo il mondo interiore, lasciamo le convenzioni e apriamo la mente a nuovi orizzonti. Questa per me è comunicazione, per prima cosa la comunicazione con se stessi.

Alessandra Francini

 

Critica

Si presenta oggi a Villa Elisa una pittrice astratta Alessandra Francini con studi presso l’accademia di Monaco di Baviera.

Il concetto di astratto significa di non reale, cioè non rappresenta la realtà e diventa necessità della comunicazione: forme del comunicare nel tempo.

Si può osservare nelle opere di Alessandra che essa crea immagini che non appartengono alla nostra esperienza visiva, essa esprime i propri contenuti nella libera composizione di forme e colori che in alcuni casi diventano i segreti dell’astratto.

L’arte astratta dell’artista vuole esprimere un fine, quello della comunicazione, cioè contenuti e significati mediante un processo di descrizione della realtà dove nascono estetica e scomposizione autonoma per cercare forme del tutto inedite e diverse fra loro da quelle già esistenti.

Questo concetto, mi è venuto in mente guardando i quadri di Alessandra, dove questo procedimento diviene anche invenzione e creazione, tende a suscitare emozioni interiori utilizzando la capacità dei colori di trasmettere sensazioni e di liberare la fantasia, che è totalmente svincolata dalle norme e convenzioni, fino ad agire per nuove sperimentazioni decisamente eterogenee con profondimento diversi.

Nel caso di Alessandra si può dire che vive per l’arte e per la musica che suona, questo fa sì che abbia bisogno di esprimersi in continuazione per l’arte e per fare arte vera.

Paolo Rocchi